venerdì 28 settembre 2007

Back to Italy

Miei adorati lettori,
Perdonatemi se sono sparita per così tanto tempo ma tra esami di giapponese e impegni vari (mettiamoci anche un po’ di sana pigrizia) ho finito per trascurare il blog … Tra pochi giorni ritorno in patria, e finirà qui la mia fantastica avventura nel paese del Sol Levante durata ben 6 mesi. Onestamente, nonostante la voglia di vedere familiari e amici sia tanta, l’ idea di lasciare il Giappone mi rende molto triste. Questa esperienza mi ha fatto crescere sotto vari punti di vista: innanzitutto, pur non riuscendo ancora a portare avanti una conversazione in giapponese, posso dire di aver fatto dei grandi passi; ho conosciuto moltissimi italiani che vivono a Tokyo da diversi anni, e tutti mi hanno detto che per imparare una lingua così difficile purtroppo sei mesi non sono sufficienti … stando qui ho capito che uno dei miei più grandi desideri è quello di poter comunicare ed è per questo che ho intenzione di tornarci non appena mi sarò laureata.
In questo periodo ho imparato ad essere molto più tollerante, mi sono adattata a situazioni non proprio facili, ad esempio dividere una stanza di 9 metri quadri, con un solo letto ad una piazza, convivere con gli scarafaggi, spiaccicare ragni saltellanti, rimuovere dal lavello animali con le ventose al posto delle zampe (in Italia ce li sogniamo questi esemplari!!) … Tutto ciò con la mia amata compagna di viaggio, Sara. Assieme abbiamo trascorso momenti difficili , abbiamo condiviso esperienze meravigliose, abbiamo riso, ci siamo aiutate a vicenda in situazioni complicate, abbiamo imparato ad amare i difetti dell’una e dell’altra, insomma, siamo entrate in sintonia. Non è per niente facile vivere in due in uno spazio così limitato per così tanto tempo, ma tra di noi si è instaurato un rapporto di amicizia a dir poco speciale …Se si creavano malintesi c’era da entrambe le parti il desiderio di parlare e di chiarire senza problemi. Devo ringraziare Sara, perché è anche per merito suo se questo viaggio è stato meraviglioso, mi mancherà tantissimo!!
Ora basta parlare di cose tristi, passiamo alle frivolezze … la malattia dello shopping mi ha seguito pure in Giappone, perciò sono stata costretta a fare un pacco e spedire 13 chili tra libri, vestiti, souvenir e cazzate varie made in Japan !Sto vivendo momenti di panico perché talvolta in Italia non accettano pacchi provenienti da paesi orientali come Cina, Corea e Giappone per paura della S.A.R.S. Infatti, qualche settimana fa, Sara ha spedito ai genitori dei piccoli regalini ma questi, purtroppo, non sono arrivati a destinazione! Incrocio le dita!!!
Comunque, durante questi sei mesi d’assenza, in quel di Loreggia ne son capitate di cotte e di crude … come si suol dire, QUANDO IL GATTO NON C’È I TOPI BALLANO … in questo caso a ballare è stata la mia cagnolina Bia, un dolcissimo bracco tedesco di 9 anni. Accidentalmente Bia ha trovato l’ “amore” , e ha sfornato 6 piccoli teneri cuccioli che tra breve potrò spupazzare!!! Colgo l’occasione per lanciare un appello:se qualcuno di voi fosse interessato ad averne uno ne sarei felice, altrimenti sarei costretta a venderli al canile e mi dispiacerebbe assai!!
Questo probabilmente è l’ultimo post che pubblicherò prima di tornare a casa … ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno seguito in questo blog, e soprattutto tutti coloro che mi sono stati vicini e che hanno avuto sempre un pensiero per me … CI VEDIAMO IN ITALIA, VI AMO TUTTI!!!!



Giorgia

giovedì 20 settembre 2007

Il Paese della LOGICA INVERSA

Ciao ragazzi!
Rieccoci di nuovo qui a scrivervi dopo un’assenza decennale passata a preparare opportunamente il nostro mega esame di giapponese… finalmente l’incubo è giunto al termine e da oggi sappiamo di averlo superato con successo!!! In realtà abbiamo iniziato i festeggiamenti in anticipo rispetto all’uscita dei risultati… ovvero già da ieri sera è iniziata la movida notturna e il cazzeggio diurno all’insegna della FRIVOLESSE più frivola che ci sia… ma lascerò questo capitolo di vita mondana alla mia stimata collega Small Wonder (ea Giorgia) in quanto io ho voglia di parlarvi di alcune riflessioni che sto facendo con il passare del tempo in questa terra aliena….
Le situazioni che qui vengono affrontate in modo totalmente contrastante a quello che ci viene dettato dalla nostra cultura (e talvolta dalla nostra NATURA, il che può essere ancora più grave) sono talmente numerose che mi è venuto da pensare che questo sia veramente il Paese in cui vige la Logica Inversa (alla nostra chiaramente).
Partendo dalle cose più banali, e fondamentalmente di nessun rilievo, potrei parlare dell’abitudine di trattenere il muco nasale all’interno del naso con rumorosi risucchi schifosissimi anziché soffiarsi il naso (vi giuro che sentire tutta sta gente che fa sta cosa può essere davvero destabilizzante per chi ha un minimo di sensibilità estetica, soprattutto quando la cosa avviene al ristornate o in metropolitana alla mattina, quando si ha appena fatto colazione…humm.., o se lo fa qualcuno in biblioteca per 6 ore consecutive mentre si sta disperatamente cercando un po‘ di concentrazione…). Oppure potrei parlare del senso di rigetto che proviamo noi stranieri nel sentire il rumore che fanno i giapponesi mentre mangiano… un solo giapponese può essere più rumoroso di un intero reparto geriatrico all’ora di pranzo…hanno quest’abitudine di fare il risucchio mentre mangiano con la ciotolina vicinissima alla bocca. E ovviamente alla fine cosa c’è di meglio di un bel rutto? MAIS C’EST TERRIBLE!!!!
Ma lasciamo perdere questo genere di differenze da quattro soldi e prendiamo in esame qualcosa di più serio… com’è l’AMORE IN GIAPPONE? Bella domanda… è talmente ostico ed agghiacciante per noi occidentali che io per prima ho rinunciato ad accettarne le condizioni (entrando nel personale: ho chiesto a Taka di tornare ad essere amici, meglio così, neanche con tutta la buona volontà del mondo riuscirei a farmi andar bene il modo di vivere le relazioni sentimentali che hanno i giapponesi). Esaminiamo la coppia modello giapponese: lui, Takaaki, lavora almeno 12 ore al giorno ed è talmente stressato e stanco che deve ricorrere a bevande multivitaminiche, a pillole per la tachicardia o peggio ad antidepressivi -nel caso in cui avesse fallito un qualche esame per avanzare di grado nell’azienda (oh che dramma!)-. Dopo il lavoro, almeno 2-3 volte alla settimana, Takaaki DEVE uscire con i colleghi e il capoufficio. Generalmente vanno in qualche izakaya a bere saké finchè non sono ubriachi fradici e una volta usciti di li le tentazioni non sono di certo poche… questo in fondo è il paese più “avanzato” (?!) per quanto riguarda il mercato del sesso. Strip bar, club con donnine di ogni età disponibili per prestazioni sessuali a pagamento, peep-show, eccetera, si trovano ad ogni angolo di Tokyo. La domenica è l’unico suo giorno libero e vuole starsene a casa a giocare alla playstation, a leggere manga o semplicemente a sgranocchiare alghe secche davanti alla TV mentre la moglie gli massaggia i piedi.
Lei, Yoko, invece fa un lavoro part time come assistente presso una qualche azienda in qualità di “addetta alle fotocopie e alla preparazione del caffè per gli impiegati uomini” -in fondo una donna può essere in grado di fare qualcosa di più intelligente!??! -. Al pomeriggio fa la spesa, cura il piccolo giardino davanti casa, si annoia e tradisce il marito troppo assente che la tratta come un oggetto del piacere (quando è fortunata) o come una cameriera, nella maggior parte dei casi.
Takaaki è consapevole che Yoko lo tradisce tanto quanto lei sa che lui va a donne la sera dopo il lavoro. Silenzio assenso. Qui funziona cosi; è forse questo il prezzo da pagare per vivere in una società capitalistica e tecnologicamente evoluta?
Ne parlavo con un amico giapponese tempo fa… gli dicevo che io non potrei mai accettare il tradimento da parte del mio compagno e lui mi ha detto che questa mia affermazione è tipica di chi è impregnato di idealismo cristiano. Mi disse: “perché pretendi di avere l’esclusiva sulla vita di un uomo? Sesso è sesso, amore è amore. Che problema c‘è se talvolta lui si svaga un po‘ dopo il lavoro? Che problema c‘è se tu ogni tanto fai sesso con qualche altro uomo, magari più attento ai tuoi sentimenti? Questa è pura ideologia cristiana. Ma qui Dio non c‘è, Sara. Dio non c’è, ci sono i soldi. Ci si sposa con chi ci può assicurare stabilità economica. L‘amore puoi trovarlo altrove, se proprio non puoi farne a meno. Oppure sposati con chi ami ma non pensare che l‘amore sia finito solo se cede a tentazioni della carne… Non capisco cosa ti turbi tanto…”. La cosa più agghiacciante era vedere quanto per lui tutto ciò sia così normale… Finii per parlarne anche con altre persone, giapponesi e stranieri che vivono qui da molto tempo, e tutti mi hanno confermato che qui è così. O ci si adatta o si torna da dove si è venuti. Non possiamo di certo cambiare le cose…chi siamo noi? I paladini della giustizia mandati dal papa?
L’unica cosa veramente grave in Giappone è fallire a scuola o al lavoro. Ci sono esami per ogni cosa e il senso di competizione è altissimo. Se non superi tal esame non puoi accedere a tal scuola e se non puoi accedere a tal scuola puoi scordarti tal università e cosi via. Il tuo futuro è determinato fin dagli esami che sostieni alle scuole elementari.
Ci sono scuole che lavorano nei periodi di vacanza o alla domenica che hanno lo scopo di preparare le persone a superare determinati esami: fanno un mucchio di quattrini. E se FALLISCI la società ti emargina, e la famiglia si vergogna di te. Sarà mica per questo che il Giappone è il Paese con il più alto tasso di suicidi? Un mio amico giapponese mi ha detto che solo a Tokyo ce ne sono almeno 2 al giorno.
E infine vogliamo parlare dell’omissione di soccorso? Se qui in Giappone si vede qualcuno in difficoltà (tipo un uomo che molesta una donna, gente che picchia qualche malcapitato, ecc) meglio starsene alla larga se non si vogliono avere guai giudiziari. Se si interviene c’è il rischio di commettere qualche errore e diventare parte del reato. Non esiste il concetto “ho agito in buona fede”. Da noi questa è omissione di soccorso e quindi punibile. Meno male che qui i reati sono relativamente pochi…
Oddio, mi sono resa conto di aver parlato solo del lato peggiore di questa società… ovviamente ci sono anche moltissime cose straordinarie che da noi ce le sognamo!
Tant’è che ho deciso di prolungare il visto e rimanere qui fino a gennaio… Il 3 ottobre parto per TAIWAN!!!! Rimango li 4 giorni e poi torno a Tokyo e la mia nuova coinquilina sarà Sarina, il mio dolce koala…

Un bacione a tutti
A presto!!!
L’inviata Brijitte