giovedì 20 settembre 2007

Il Paese della LOGICA INVERSA

Ciao ragazzi!
Rieccoci di nuovo qui a scrivervi dopo un’assenza decennale passata a preparare opportunamente il nostro mega esame di giapponese… finalmente l’incubo è giunto al termine e da oggi sappiamo di averlo superato con successo!!! In realtà abbiamo iniziato i festeggiamenti in anticipo rispetto all’uscita dei risultati… ovvero già da ieri sera è iniziata la movida notturna e il cazzeggio diurno all’insegna della FRIVOLESSE più frivola che ci sia… ma lascerò questo capitolo di vita mondana alla mia stimata collega Small Wonder (ea Giorgia) in quanto io ho voglia di parlarvi di alcune riflessioni che sto facendo con il passare del tempo in questa terra aliena….
Le situazioni che qui vengono affrontate in modo totalmente contrastante a quello che ci viene dettato dalla nostra cultura (e talvolta dalla nostra NATURA, il che può essere ancora più grave) sono talmente numerose che mi è venuto da pensare che questo sia veramente il Paese in cui vige la Logica Inversa (alla nostra chiaramente).
Partendo dalle cose più banali, e fondamentalmente di nessun rilievo, potrei parlare dell’abitudine di trattenere il muco nasale all’interno del naso con rumorosi risucchi schifosissimi anziché soffiarsi il naso (vi giuro che sentire tutta sta gente che fa sta cosa può essere davvero destabilizzante per chi ha un minimo di sensibilità estetica, soprattutto quando la cosa avviene al ristornate o in metropolitana alla mattina, quando si ha appena fatto colazione…humm.., o se lo fa qualcuno in biblioteca per 6 ore consecutive mentre si sta disperatamente cercando un po‘ di concentrazione…). Oppure potrei parlare del senso di rigetto che proviamo noi stranieri nel sentire il rumore che fanno i giapponesi mentre mangiano… un solo giapponese può essere più rumoroso di un intero reparto geriatrico all’ora di pranzo…hanno quest’abitudine di fare il risucchio mentre mangiano con la ciotolina vicinissima alla bocca. E ovviamente alla fine cosa c’è di meglio di un bel rutto? MAIS C’EST TERRIBLE!!!!
Ma lasciamo perdere questo genere di differenze da quattro soldi e prendiamo in esame qualcosa di più serio… com’è l’AMORE IN GIAPPONE? Bella domanda… è talmente ostico ed agghiacciante per noi occidentali che io per prima ho rinunciato ad accettarne le condizioni (entrando nel personale: ho chiesto a Taka di tornare ad essere amici, meglio così, neanche con tutta la buona volontà del mondo riuscirei a farmi andar bene il modo di vivere le relazioni sentimentali che hanno i giapponesi). Esaminiamo la coppia modello giapponese: lui, Takaaki, lavora almeno 12 ore al giorno ed è talmente stressato e stanco che deve ricorrere a bevande multivitaminiche, a pillole per la tachicardia o peggio ad antidepressivi -nel caso in cui avesse fallito un qualche esame per avanzare di grado nell’azienda (oh che dramma!)-. Dopo il lavoro, almeno 2-3 volte alla settimana, Takaaki DEVE uscire con i colleghi e il capoufficio. Generalmente vanno in qualche izakaya a bere saké finchè non sono ubriachi fradici e una volta usciti di li le tentazioni non sono di certo poche… questo in fondo è il paese più “avanzato” (?!) per quanto riguarda il mercato del sesso. Strip bar, club con donnine di ogni età disponibili per prestazioni sessuali a pagamento, peep-show, eccetera, si trovano ad ogni angolo di Tokyo. La domenica è l’unico suo giorno libero e vuole starsene a casa a giocare alla playstation, a leggere manga o semplicemente a sgranocchiare alghe secche davanti alla TV mentre la moglie gli massaggia i piedi.
Lei, Yoko, invece fa un lavoro part time come assistente presso una qualche azienda in qualità di “addetta alle fotocopie e alla preparazione del caffè per gli impiegati uomini” -in fondo una donna può essere in grado di fare qualcosa di più intelligente!??! -. Al pomeriggio fa la spesa, cura il piccolo giardino davanti casa, si annoia e tradisce il marito troppo assente che la tratta come un oggetto del piacere (quando è fortunata) o come una cameriera, nella maggior parte dei casi.
Takaaki è consapevole che Yoko lo tradisce tanto quanto lei sa che lui va a donne la sera dopo il lavoro. Silenzio assenso. Qui funziona cosi; è forse questo il prezzo da pagare per vivere in una società capitalistica e tecnologicamente evoluta?
Ne parlavo con un amico giapponese tempo fa… gli dicevo che io non potrei mai accettare il tradimento da parte del mio compagno e lui mi ha detto che questa mia affermazione è tipica di chi è impregnato di idealismo cristiano. Mi disse: “perché pretendi di avere l’esclusiva sulla vita di un uomo? Sesso è sesso, amore è amore. Che problema c‘è se talvolta lui si svaga un po‘ dopo il lavoro? Che problema c‘è se tu ogni tanto fai sesso con qualche altro uomo, magari più attento ai tuoi sentimenti? Questa è pura ideologia cristiana. Ma qui Dio non c‘è, Sara. Dio non c’è, ci sono i soldi. Ci si sposa con chi ci può assicurare stabilità economica. L‘amore puoi trovarlo altrove, se proprio non puoi farne a meno. Oppure sposati con chi ami ma non pensare che l‘amore sia finito solo se cede a tentazioni della carne… Non capisco cosa ti turbi tanto…”. La cosa più agghiacciante era vedere quanto per lui tutto ciò sia così normale… Finii per parlarne anche con altre persone, giapponesi e stranieri che vivono qui da molto tempo, e tutti mi hanno confermato che qui è così. O ci si adatta o si torna da dove si è venuti. Non possiamo di certo cambiare le cose…chi siamo noi? I paladini della giustizia mandati dal papa?
L’unica cosa veramente grave in Giappone è fallire a scuola o al lavoro. Ci sono esami per ogni cosa e il senso di competizione è altissimo. Se non superi tal esame non puoi accedere a tal scuola e se non puoi accedere a tal scuola puoi scordarti tal università e cosi via. Il tuo futuro è determinato fin dagli esami che sostieni alle scuole elementari.
Ci sono scuole che lavorano nei periodi di vacanza o alla domenica che hanno lo scopo di preparare le persone a superare determinati esami: fanno un mucchio di quattrini. E se FALLISCI la società ti emargina, e la famiglia si vergogna di te. Sarà mica per questo che il Giappone è il Paese con il più alto tasso di suicidi? Un mio amico giapponese mi ha detto che solo a Tokyo ce ne sono almeno 2 al giorno.
E infine vogliamo parlare dell’omissione di soccorso? Se qui in Giappone si vede qualcuno in difficoltà (tipo un uomo che molesta una donna, gente che picchia qualche malcapitato, ecc) meglio starsene alla larga se non si vogliono avere guai giudiziari. Se si interviene c’è il rischio di commettere qualche errore e diventare parte del reato. Non esiste il concetto “ho agito in buona fede”. Da noi questa è omissione di soccorso e quindi punibile. Meno male che qui i reati sono relativamente pochi…
Oddio, mi sono resa conto di aver parlato solo del lato peggiore di questa società… ovviamente ci sono anche moltissime cose straordinarie che da noi ce le sognamo!
Tant’è che ho deciso di prolungare il visto e rimanere qui fino a gennaio… Il 3 ottobre parto per TAIWAN!!!! Rimango li 4 giorni e poi torno a Tokyo e la mia nuova coinquilina sarà Sarina, il mio dolce koala…

Un bacione a tutti
A presto!!!
L’inviata Brijitte

4 commenti:

Anonimo ha detto...

saraaaa!
bellissimo il post, finalmente siete tornate!
curiosità ma la mia amica Giorgia/o che fine ha fatto?
le avevo consigliato di darsi alla pazza gioia e di distribuire ammmorrre...ma un poco de quel che se ghe dize!
dille che noi povere donne di castelfranco aspettaimo notizie...

apppppproposito: giorgia torni il 2 tu??? vero? vero? verooo?
sto facendo il conto alla rovescia...

miss u
martina peggy

Unknown ha detto...

Bravassima Sara!! Che bello questo post!! Sei una scrittrice nata!! Ti prego devi assolutamente scrivere un libro!!!
Ti adoriamo!
Eli & Fra

Anonimo ha detto...

giorgia/o pubblivca sto post!
lo stai scrivendo da ieri?
movate
-8
qtq
anata ga quiapas desu

Eli blonde ha detto...

Cara Sara,
mi ha fatto veramente piacere leggere il tuo post.
Sai dovresti scrivere un libro oppure..non hai mai pensato di fare la giornalista?

E' veramente interessante leggere come sia in contrasto la società giapponese: iper tecnologiaca da un lato ma depressa, anzi oppressa dall'altro.
Ma come hai scritto ci saranno sicuramente anche molti lati positivi che non conosciamo.

Ti auguro tanta felicità e un buon proseguimento
Abbraccio..

Elisa ( la vicentina ciò!)